Gli airbag sono ormai disponibili su tutte le vetture, anche sulle più piccole citycar. Toyota, per esempio, nella sua IQ, ha inserito in poco meno di 3 metri di automobile ben 11 airbag a protezione anche dei passeggeri che occupano i sedili posteriori, generalmente più esposti agli urti e ai tamponamenti. Un numero davvero alto se consideriamo che in un’auto di media grandezza se ne trovano generalmente dai 10 ai 12. Un’altra casa automobilistica, la Ford, ha sperimentato gli airbag anche all’interno delle cinture di sicurezza: collegati a una bombola che si trova sotto il sedile, si gonfiano in caso di incidente, contribuendo ad attenuare il contraccolpo dovuto all’urto. Questo solo per citare alcuni esempi che dimostrano la loro straordinaria importanza.

La storia degli airbag è ormai molto lunga: ingegneri e case produttrici di tutto il mondo da sempre hanno cercato di scoprire il modo per rendere più sicure le proprie vetture. Basti pensare che il primo airbag vide la luce nel 1953: funzionava più o meno come quelli attuali che, tuttavia, hanno a loro vantaggio raffinatissimi sensori in grado di percepire e prevenire l’eventuale pericolo di tamponamento, nonché un rischio quasi minimo di provocare ustioni da attrito o dermatiti da contatto.

Ma come funziona un airbag? Sulle vetture vengono installati piccoli contenitori di aria compressa che si attivano nel momento in cui i sensori inviano alla centralina il segnale di un urto imminente facendo gonfiare dei “cuscini” che, se da un lato sono dei veri e propri salvavita, dall’altro risultano molto pericolosi nei casi in cui non si indossi correttamente la cintura di sicurezza. Gli airbag evitano che il guidatore ed eventuali passeggeri sbattano sulle componenti dure dell’automobile, come il volante o il cruscotto, che potrebbero causare lesioni molto gravi o addirittura la morte. Subito dopo, i cuscini vengono sgonfiati automaticamente per evitare il soffocamento dei passeggeri nell’abitacolo.

Ma gli airbag sono tutti uguali? Naturalmente, no. Gli airbag si differenziano per la diversa taratura del sensore e il suo diverso posizionamento. Quelli ibridi sono più veloci rispetto ai pirotecnici e per questo vengono impiegati per le protezioni laterali e a tendina per la testa. Negli ultimi anni, tuttavia, si sono fatti avanti gli airbag con tecnologia multistage, in grado cioè di misurare la gravità dell’impatto e di graduare la forza del gonfiaggio.

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